Nino giocava sotto il gelso

Nino giocava sotto il gelso. Nel caldo che arrivava dai letti delle fiumare prosciugati dal fango, dai fiori tutti aperti nei prati di cardi. Il padre spargeva la pula, separava il fiorume grande da quello minuto col rastrello e dopo aver preso il fieno ottenuto dalla prima mietitura, lo faceva cadere negli interstizi vuoti del prato ferito dal verde dei gelsi, dal viola dei cardi, dal giallo dei girasoli. Grondando sudore e aprendo il melograno per bere, ne lasciava la metà alle formiche che ne succhiavano la polpa in fila.

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