I bambini e gli eroi

Era vecchio ma solo il suo udito si era spento. Il trascorrere degli anni aveva messo una pietra su tutti i suoni del mondo. Singolare era che riuscisse a sentire solo le cose dette dai bambini. Ad esempio il suo orecchio era sordo alle intimazioni di pagamento, ai proclami, agli annunci mortuari, ai canti di osteria. Motivo per cui con gli adulti aveva chiuso.

Si permetteva un dialogo solo con i bambini. Si annotava ogni parola e ogni risposta. Anche se quelli non sapevano leggere. “A pischelle, vie’ qua: non vorresti esse come Ulisse?” “No preferirei essere un bambino”. “Ecchè ‘nun te piacerebbe vivere una vita da eroe?”. “No, voglio vivere la mia vita e basta”. “E bravi, voi siete come gli acquedotti sulle campagne de’ Roma, un tempo lì sopra ce scorreva l’acqua. Potevano esse fatti ovunque, ‘nvece so’ stati costruiti qui come voi. E non senza ‘na ragione”.

[Repertorio dei matti della città di Roma, uscito il primo ottobre del 2015]