La bambina fulminante di Paolo Nori

pubblicato su Cronache del Garantista, il 27 marzo 2015

6089295_367200Chi è la bambina fulminante? È una bambina di dieci anni che scopre che gli accidenti che tira alle persone che la circondano arrivano, si realizzano, si concretizzano (ma solo se sono accidenti in rima). In un mondo di supereroi anche Ada ha il suo piccolo grande superpotere per reagire alle cose imbarazzanti e fastidiose concepite e realizzate dagli adulti ma anche dagli altri bambini.

Ada è la bambina di dieci anni protagonista dell’ultimo libro dello scrittore Paolo Nori, con le fulminanti illustrazioni di Andrea Cavallini, edito da Rizzoli (per un costo di 13 euro). Sono 190 pagine, divise in undici capitoli che si leggono in dieci minuti ciascuno (con tanto di saluti, “che è sempre una cosa educata salutare alla fine dei capitoli”). Anche se la storia si svolge nel tempo narrativo di un minuto, giusto il tempo perché Ada trovi la via d’uscita dal suo personalissimo momento di terrore: non farsi assolutamente vedere da Bob, un tedesco al quale, spesso, gli scappa detto: “Zio Kampanaro”, che si è seduto sul sedile dello scompartimento vicino al bagno del treno interregionale Bologna – Prato.

In vista della attesissima Fiera del Libro per Ragazzi (a Bologna dal 30 marzo al 2 aprile), dove anche questa piccola, divertente e poetica storia verrà presentata (Lunedì 30 marzo alla Biblioteca Spina di Bologna in Via dei Casini 5, alle 10), si ragiona sulle proposte interattive che immergono la lettura dei piccoli nella realtà virtuale, quella del 3 D, delle App per I-Pad, I-phone, dei videogiochi e animazioni per cellulari. E chi più ne ha più ne metta. Eppure c’è un modo ancora più semplice e saggio per esaltare la naturale intelligenza di ogni bambino, che è poi quello di offrire una narrazione che sia da reagente per la loro immaginazione.

Cosicché ci sono tre inviti ai suoi lettori nella “Bambina fulminante” da parte del narratore, Paolo Nori, e del padre di Ada, Lucio. Il primo è rivolto alla femmine: di mandare a un indirizzo, che viene indicato alla fine del libro (quasi alla fine, pagina 157 per essere precisi), le descrizioni, (valgono anche i disegni) dei bagni delle femmine, in modo che il narratore, che un uomo e il babbo di Ada, che è un uomo, “tutti e due di genere maschile”, capiscano, davanti a quei bagni “ma cosa ci sarà lì dentro. Ma come mai ci sono queste file, ma chissà”.  Il secondo invito è di mandare sempre all’indirizzo che si trova quasi alla fine della storia, i disegni del Lonfo, la poesia di Fosco Maraini (di cui si parla a pagina 77) e il terzo è di mandare, sempre a quell’indirizzo lì, i disegni dell’uomo rosso di capelli, inventato dallo scrittore Daniil Charms, (di cui si parla a pagina 123), che non aveva né occhi, né orecchie, né un naso, né i capelli e che sfortunatamente il padre di Ada deve illustrare (per mestiere Lucio purtroppo non fa il disegnatore ma l’illustratore cioè “illustra quello che agli altri avevano pensato e scritto loro”).

Se si chiede a Paolo Nori, che di mestiere scrive libri per grandi, l’ultimo è “Siamo buoni se siamo buoni”, (la casa editrice è Marcos y Marcos) e che terrà due incontri nei fine settimana del 28-29 marzo e 11-12 aprile a Roma, presso la libreria Altroquando, (info su www.altroquando.com) per vedere di riuscire a scrivere insieme ai romani e non un “Repertorio dei matti della città di Roma”, cos’ è che lo ha spinto a scrivere il secondo libro per bambini, dopo “Tredici favole belle e una brutta”, lui risponde che questa è una domanda che gli ricorda una domanda che gli hanno fatto spesso: “Perché scrivi?”, e, che tutte le volte che se l’è sentita fare ha pensato che dietro c’era la domanda: “Perché non fai magari qualcos’altro che forse ti viene un po’ meglio?”. Comunque, aggiunge di aver scritto un altro libro per ragazzi “perché gli hanno proposto di scriverne un altro e, siccome gli era piaciuto scrivere il primo, e gli era piaciuta la relazione con dei lettori diversi da quelli che leggono i suoi libri per grandi, ha detto che avrebbe provato, e ha provato e adesso gli sembra che ci siamo”. Ma non fatevi ingannare, nella “Bambina fulminante” compare un personaggio, Cianuro, al quale si accenna anche in “Siamo buoni se siamo buoni” e che sicuramente ci sarà anche nel suo prossimo libro per grandi.

Di rimandi e tentativi e inviti alla scoperta è del resto piena questa storia. E anche di domande. Dalla Domanda numero Due: “Perché, di notte i denti fan più male che di giorno? Eh?” alla Domanda numero Quattro: “Ci sentiremo soli quando saremo vecchi? Eh?”.  E anche di consigli “se “è possibile che nella vostra classe ci sia un bambino o una bambina fulminate e che forse, se ci fossero, è probabile che siano bambini con i piedi lunghi e una lentiggine sulla punta del naso, e con loro, adesso voi poi fate come volete, ma io, se fossi in voi, con loro mi comporterei bene, sarei molto gentile, impeccabile, sarei, se dovessi dare un consiglio. Ecco”.